
Vigiani contrasta Baiocco - foto repubblica.it
Ci sono nove punti di differenza tra il Catania e la Reggina all’inizio della gara, ma la differenza che si nota in graduatoria non pare emergere sul campo. A tenere il pallino del gioco è soprattutto la Reggina che ha le occasioni migliori nella prima mezz’ora di gioco, dove gli inserimenti tra le linee di Brienza e Di Gennaro creano non pochi problemi alla difesa rossazzurra. Già al 2’ minuto gli amaranto vanno vicinissimi alla rete del vantaggio con una punizione di Franco Brienza che va a colpire l’incrocio dei pali della porta difesa di Bizzarri.
Le solite amnesie difensive potrebbero portare addirittura gli etnei, rei forse di aver sottovalutato troppo l’avversario nell’approccio alla gara, in vantaggio. Al 4’ Cirillo buca una palla filtrante che per poco non mette in movimento davanti a Campagnolo Paolucci, che si fa anticipare da Valdez.
Un minuto dopo l’ex juventino si libera di ogni marcatura in piena area di rigore e prova a sfruttare un angolo battuto dalla destra. L’attaccante si rende protagonista di una bella torsione che però non va a bersaglio, terminando fuori controllata dall’uomo sulla linea di porta.
Al 13’ Brienza si trova ad essere nella stessa posizione di Palermo, solo davanti a Bizzarri, questa volta a terra non c’è nessuno e il giocatore prova ad andare a segno, ma di destro calcia a lato.
Intorno al 20’ è Di Gennaro a salire in cattedra, mettendo alle strette la fase difensiva ospite, riuscendo a trovare per due volte la conclusione nello spazio di un minuto. La prima è una puntata dal limite smanacciata da Bizzarri in angolo, sugli sviluppi del quale lo stesso ex milanista è abile a rientrare sul sinistro e a provare a sorprendere il portiere argentino sul suo palo, che però non si fa trovare impreparato respingendo la conclusione potente e precisa.
Al 25’ e al 27’ è ancora un motivatissimo Brienza a provare a trovare il gol, ma in entrambe le occasioni, un tiro dal limite e uno da posizione defilata a sinistra, la mira non è delle migliori.
Dopo di che la partita inizia ad avere le polveri bagnate, e a fare più notizia più che il gioco sono le tensioni che registrano nella tribuna nuova dove si verifica uno scambio di insulti tra i tifosi catanesi presenti e il pubblico di casa.
Allo scadere della prima frazione è ancora Brienza a rendersi pericoloso, ma il suo colpo di testa, scaturito da un cross di Vigiani dalla destra, termina di poco alto sulla traversa.
Al 51’ Vigiani dribbla avversari come fossero birilli nell’aria di rigore catanese e dal fondo mette in mezzo una palla arretrata per Brienza, che prende la mira e impegna severamente Bizzarri a terra, sulla respinta però nessuno è pronto a correggere in rete.
Orlandi sostituisce Corradi con Ceravolo, ma la scelta di privilegiare la velocità del reggino ai chili e ai muscoli del toscano non rappresentano una scelta azzeccata.
Al 64’ occasionissima per il Catania, pallone in mezzo dalla sinistra e Costa perde Izco in area, che in spaccata spara addosso a Campagnolo un ‘occasione impossibile da sbagliare.
Al 68’ Alvarez perde maldestramente la palla al limite dell’area, la palla giunge a Paolucci che da diciotto metri trova il gol con una conclusione precisa sotto l’incrocio.
La risposta della Reggina è immediata, Rakic ( subentrato a Di Gennaro), si inserisce in area e di testa, Bizzarri è superlativo a negargli la rete in tuffo a pochi secondi dal suo esordio in campionato.
Al 70’ Paolucci commette un fallo da tergo su Costa e rimedia la doppia ammonizione che gli vale la fine anticipata della sua partita.
E’ ancora Rakic a farsi servire in area ma la conclusione a botta sicura dell’attaccante serbo viene miracolosamente salvata da Silvestre. Dal calcio d’angolo seguente, arriva un colpo di testa sul primo palo da parte dello stesso centravanti , la palla si stampa sulla traversa, ma il tap in vincente di Costa vale l’1-1.
Alla fine la Reggina avrebbe anche l’opportunità di portare a casa l’intera posta in palio, vista la superiorità numerica, ma l’imprecisione di molti suoi uomini non le consente di perseguire l’obiettivo.
Alla resa dei conti per Orlandi c’è un solo punto che non fa né morale, né classifica.
Le pagelle di Reggina-Catania
Campagnolo voto 6,5 – Ordinaria amministrazione un ottimo intervento di istinto su Izco. Nulla può sulla sassata di Paolucci.
Alvarez voto 5 – Gioca una partita ordinata sulla corsia difensiva di destra, fino a quando perde una palla al limite della propria area in modo sciagurato che consente al Catania di trovare il gol del vantaggio.
Valdez voto 6 – Il Catania attacca poco e il suo compito, non molto gravoso a dire il vero, viene svolto con buon profitto.
Cirillo voto 5,5 – Tanta abnegazione e grinta, ma ad inizio gara una sua amnesia avrebbe potuto compromettere la partita sin dall’inizio.
Costa voto 6,5 – Prova a mettere in mezzo qualche pallone e per quel che può spinge sulla sinistra. Perde Izco in una circostanza, poi si riscatta segnando il gol del pareggio.
Vigiani voto 6 - Torna a ricoprire la posizione di interno di centrocampo dopo vario tempo e specialmente nel primo tempo si rende protagonista di una buona partita. E’ uno dei pochi che riesce a saltare con regolarità l’uomo.
Carmona voto 6,5 – Viene schierato tra Vigiani e Barreto, lui continua a dimostrare un grandissimo talento al punto che, nonostante abbia solo ventuno anni, gran parte delle manovre amaranto passano dai suoi piedi. In tutta la gara si conta un solo errore che avrebbe potuto innescare un contropiede etneo, ma glielo si può perdonare.
Barreto voto 6 – Anche Orlandi dice che non è il vero Barreto, ma la fonte più autorevole in merito è sicuramente il campo. Posizionato sul centro sinistra va a fasi alterne e sbaglia qualche pallone di troppo, pur rendendosi protagonista di alcune buone giocate.
Brienza voto 6 - Si danna l’anima, quasi a voler zittire tutte le polemiche che hanno seguito il suo gesto di Palermo. Va spesso al tiro, ma non è fortunato, soprattutto quando colpisce la trasferta su punizione. La Reggina continua ad aspettarlo.
Di Gennaro voto 6 – Gli manca la continuità, ma i picchi del suo rendimento nell’economia di una gara possono risultare devastanti. Prova ne sia quella serie di giocate che a cavallo della mezz’ora del primo tempo avrebbe potuto spaccare in due la gara.
Corradi voto 5,5 – Supportato da Brienza e Di Gennaro, ha la grave pecca di non riuscire a mettere la palla a terra e allargare il gioco. E’ molto utile qualche sua sponda, ma da lui ci si aspetta di più.
Ceravolo voto 5,5 – Colpisce la traversa da cui nasce il gol di Costa, per il resto non gioca una partita eccezionale.
Rakic voto 6,5 – Dicono che non è ancora in condizione, ci si chiede che razza di giocatore sia quando lo sarà. Ottimi movimenti e buon senso della porta, nei pochi minuti in campo dà la sensazione di poter insidiare il posto da titolare di Corradi, mettendo a tacere tutte le ironie che si facevano sul suo conto nonostante le ottime referenze a livello europeo.
Barillà s.v.
Orlandi voto 5,5 – Indovina, come spesso accade, l’assetto tattico iniziale, ma toppa clamorosamente sostituendo la boa centrale d’attacco con un uomo di movimento non in grado di reggere l’urto fisico con la possente difesa catanese, tanto che poco dopo è costretto a correre ai ripari inserendo in fretta e furia Rakic.
L’errore di Alvarez e le parate di Bizzarri non sono certo ascrivibili all’elenco delle sue colpe. Ci si chiede come mai Sestu continui a non essere utilizzato, anche nelle fasi finali di gare in cui la sua velocità potrebbe fare la differenza e la fortuna delle torri davanti.
Pasquale De Marte
