“Non credo che la tv, neppure quella privata, possa inneggiare al capo dei capi. Andrebbe fermata. Il capo dei capi è un farabutto. Non credo si possa battere la mafia se non crescono i valori nella società. Quando si inneggia a un camorrista, a un mafioso, questo mi spaventa” .
Ma guarda un pò chi si rivede ? “Mister Indulto” o se preferite colui il quale si reca al Gran Premio d’Italia in elicottero per evitarsi il traffico che quotidinianamente tutti gli automobilisti “normali” sono costretti a sciropparsi.
Di questi tempi, si dice che la destra e la sinistra politica siano entità destinate a essere messe da parte dal corso degli eventi, ma sarebbe più opportuno che simpatici (solo quello, forse!) politici come il buon Clemente abbiano la compiacenza di spostarsi ai margini.
L’uscita infelice questa volta riguarda la fiction che da ormai cinque giovedì monopolizza il panorama televisivo italiano incollando davanti ai teleschermi milioni di italiani, che dopo aver patito l’imbarazzo di aver vissuto in uno stato segnato dai sospetti e dalle affiliazioni a Cosa Nostra, sperano di poter conoscere la verità senza filtri di sorta, sebbene si tratti pur sempre di messe in scena.
Se la mafia è dilagata significa che si è radicata nel popolo perchè ha saputo offrire garanzie che lo stato non è mai stato in grado di garantire e far emergere la figura di Totò Riina come se fosse solo quella dello spietato capo-clan, sarebbe stato quanto mai figlio di racconti stereotipati di cui la gente è francamente stufa.
Probabilmente oltre al lato disumano, il “Capo dei Capi” ne possedeva altri in cui veniva attribuita grande importanza a valori come quelli della famiglia, del rispetto e di un’opinabile concezione dell’onore. Almeno lui, pur nella sua cruenta dimensione, ha sempre saputo quello che ha voluto sapendo sempre da che parte stare.
I politici forse non ammazzano nessuno, ma questo potrebbe essere uno dei pochi punti a loro favore.
Sono scivolate via con grande agilità ormai cinque delle sei parti in cui è divisa la storia che Mediaset ha proposto a cavallo tra Ottobre e Novembre, ora si aspetta la puntata finale in cui probabilmente sarà lì che il telespettatore riuscirà a discernere la reale essenza del leader dei Corleonesi e il ministro che fa? Propone di bloccare la trasmissione della fiction proprio nel momento in cui il confine tra la legalità e la mentalità mafiosa andranno a essere divisi dal margine più visibile e tangibile, grazie alla dettagliata riproposizione di eventi come gli attentati a Falcone e Borsellino in cui solo una cecità deontologica colossale potrebbe continuare a parlare di idolatrazione del malavitoso.
Ma si sa, il ministro è il genio che ha pensato di risolvere il sovraffollamento delle carceri rimettendo i delinquenti in libertà, non mi stupisce la sua trovata alternativa.
La gente vuole sapere,conoscere e nessun mezzo è più efficace del mass media, chissà che un giorno non si faccia anche la fiction sul buon Clemente.
Pensare che proprio lui tiene su il governo, dovrebbe essere motivo di riflessione.

Mastella potrebbe farsi una gita alle Seychelles, per togliersi di torno
Alla luce delle intercettazioni che sono apparse su Repubblica, possiamo ironicamente dire che Mastella almeno le dichiarazioni, stupide, le fa alla stampa senza rifugiarsi nel telefonino per contattare i vertici delle televisioni.